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Copa
Nell'estremo lembo della Sicilia sud orientale, sulle
colline dell'altopiano ibleo, a circa 400 metri sul
livello del mare, nel cuore dell'area riconosciuta dalla
Comunità Economica Europea a "Denominazione d'Origine
Protetta Monti Iblei" alcuni tra i più rappresentativi
produttori di olio extravergine d'oliva hanno costituito "C.O.PA."
(Cooperativa Olivicola Pagliarazzi s.c.a r.l.).
Nelle aziende dei soci, gli olivi saraceni plurisecolari,
sono adagiati su lievi declivi, dove, le favorevoli
condizioni pedoclimatiche, la giusta esposizione, l'aria
pulita, unite alla natura del terreno, creano il
microclima ideale per la loro coltivazione. A ciò si
aggiunga che le "cultivar" coltivate, "moresca", "verdese"
e "tonda iblea" sono perfettamenteintegrate nel territorio
e le loro caratteristiche si armonizzano splendidamente
dando vita ad un olio con caratteristiche sensoriali
sorprendenti.
Solo a conclusione di un lungo anno di lavoro, svolto con
passione e dedizione da tutti i soci, vedono la luce i ns.
oli: "Antheo DOP Monti Iblei sottozona Frigintini", "Antheo"
e "Gocce del Tellesimo".
Cioccolata di Modica
La storia della cioccolata modicana inizia da luoghi e
tempi lontani, dall’incontro “mancato” tra Cortez e
Montezuma, nle 1519. Si narra che il condottiero azteco,
in segno di amicizia, abbia offerto una bevanda composta
da semi di cacao tritati grossolanamente, con l’aggiunta
di acqua, farina di mais, chili, cannella e semi di anice.
Bevanda poco gradita perché amara. Infatti la prima
innovazione degli Spagnoli fu quella di aggiungervi lo
zucchero di canna.
Gli Spagnoli riportarono in patria i semi di cacao e la
ricetta della “cioccolata” che ben presto poi si diffuse
in tutta Europa dove nelle corti veniva considerata
bevanda elitaria, trasgressiva salutare e dietetica.
Ed è con gli Spagnoli che la cioccolata arriva anche in
Sicilia ed in particolare nella potente e florida Contea
di Modica. I semi di cacao venivano macinati su uno
strumento chiamato Aztechi “metatl”, una pietra ricurva
poggiata su due basamenti trasversali, usando uno speciale
mattarello di pietra. Un esemplare di questo strumento è
perfettamente conservato e “funzionante” nel Museo
Etnografico della Contea di Modica.
La pasta di cacao, amarissima, cosi’ ottenuta veniva
mischiata a zucchero di canna e spezie, in special modo
cannella o vaniglia, oltre ad altre essenze piu’ o meno
segrete. Tale lavorazione è sopravvissuta a Modica fino ai
nostri giorni.
La cioccolata modicana si presenta oggi nella sua
caratteristica forma rettangolare ed incartata
prevalentemente a mano. La tecnica di preparazione è il
risultato di una tradizione secolare che continua ad
adottare i sistemi manuali usati fin dal 1700, epoca in
cui cominciarono a fiorire le prime cioccolaterie.
La valata ra ciucculatta, costruita interamente in pietra
lavica, è uno spianatoio a mezzaluna, poggiante su una
base quadrangolare, anch'essa in pietra lavica. La base è
munita di due cavità, dove viene sistemata a lanna co
crauni (contenitore per il carbone) che serve a riscaldare
gradatamente il nero asse a mezza luna, su cui viene
travagghiata, passata e stricata (lett. lavorata,
amalgamata e ragginata) la pasta amara di cacao insieme
con lo zucchero semolato e gli aromi, quali la cannella e
la vaniglia. In molti laboratori oggi questa fase di
lavorazione è stata sostuita con l’ingresso della moderne
temperatrici.
Nel passato, anche la pasta di cacao, che oggi è
acquistata già pronta per l'uso, veniva preparata il loco.
I dolcieri, infatti, usavano i semi di cacao, detti
localmente caracca che venivano tostati, frantumati e
amalgamati mediante una manuzza ri ferru, paletta di
ferro, in un apposito contenitore di legno, per ottenere
la pasta di cacao. Miscela composta di pasta amara, di
zucchero semolato e di cannella o di vaniglia, veniva
deposta sullo spianatoio a mezzaluna già riscaldato e
veniva amalgamata con il pistuni, speciale mattarello
cilindrico di pietra, di diverso peso e spessore in
rapporto alle fasi di lavorazione e cioè la prima, la
seconda e la terza passata, fino alla raffinazione che
prende, come già detto, il nome di stricata.
La pasta così lavorata conserva i cristalli di zucchero,
poiché la cioccolata modicana, nonostante l'alimentazione
del fuoco a carbone, che riscalda la pietra lavica, rimane
cruda, né subisce il processo di concaggio, comune a tutte
le cioccolate; il fuoco serve solo a sciogliere il burro
di cacao che facilita la miscela e l'amalgama degli
ingredienti. Successivamente tale prodotto, ancora
pastoso, viene sistemato in apposite lanni (formelle di
latta a forma rettangolare) che vengono battute per
consentire al panetto di cioccolato di assumere la forma
del suo contenitore. In queste lanni pa ciucculatti il
panetto viene viene lasciato a riposare fino a quando non
si raffredda. Una volta estratta, a lenza (tavoletta di
cioccolata) si presenta lucida con delle scanalature,
dette localmente sinnu ri
ciucculatti.
Ad evidenziare un forte e
rinnovato interesse per il Cioccolato di Modica è la
nascita nel 2003 di un Consorzio di Tutela al quale
aderiscono ben 17 realtà produttive:
Antica Dolceria Bonajuto
Antica Gelateria Rizza
Bar Fucsia
Bar del Viale
Bar Napoli
Caffè dell’Arte
Casalindolci
Dolce Arte
Dolce Millennio
Dolceria Giunta
Dolci Pensieri
Donna Elvira
Pasticceria Bonomo
Pasticceria Cappello
Pasticceria Di Lorenzo
Pasticceria Fede
Pasticceria Sacro Cuore
Il Consorzio ha da subito avviato l’istruttoria volta ad
ottenere il riconoscimento della IGP andando a redigere un
vero e proprio disciplinare di produzione che potrà
garantire in futuro la salvaguardia e la promozione di un
prodotto capace di rappresentare al meglio una grande e
secolare tradizione modicana. Tutto ciò attraverso un
Gruppo di Lavoro istituito presso la Camera di Commercio
di Ragusa.
A presiedere il Consorzio è il Sig. Antonino Spinello
(Dolci Pensieri, Tel. 0932.751366).
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