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Le origini di Comiso sono antiche, infatti sin dal secondo
millennio A.C. alcuni gruppi di siculi e successivamente i
greci, provenienti dalla vicina Camarina, si stabilirono
nel territorio di Comiso. Durante il periodo romano ed
arabo, Comiso ebbe un forte sviluppo dal punto di vista
economico.
Quando Comiso era governata dal conte normanno Ruggero, su
un documento del 1125 comparve per la prima volta il
termine "Comicio" che per alcuni deriva dall’arabo "El
Homs" da cui "u Comisu". La città di Comiso fu demanio
fino al 1392, allorquando Don Bernardo Cabrera la fece
includere fra i possedimenti della contea di Modica.
Il figlio di Don Bernardo, Giovanni per debiti, vendette
il feudo a Don Periconio II della famiglia dei Naselli,
per 1320 onze con il permesso del re Alfonso D’Aragona che
risiedeva a Napoli. Nel 1571 il feudo di Comiso passò da
baronato a contea e in quel tempo si arricchì di chiese,
strade e palazzi. Il suo territorio fu suddiviso in tante
particelle che i Naselli cedettero in enfiteusi a gruppi
di coltivatori diretti che li coltivarono a vigneti ed
ortaggi.
Nel 1700 sorse una fabbrica di carta, la cartiera, che
sfruttava le acque del fiume Ippari. Nelle 1742 con la
costruzione dei saponifici, comincia a formarsi a Comiso
una notevole attività di tipo industriale collegata anche
con la lavorazione della pietra locale.
Durante l'800 la città si arricchisce di monumenti come
l'orto botanico, un ospedale, un teatro comunale, e un
Mercato Monumentale. Il Teatro comunale fu costruito nell
1841 a fianco del castello dedicato a Diana. In esso si
esibiva la famosa Filarmonica di Comiso molto apprezzata
in tutta la Sicilia e presso la Corte Regia di Palermo.
Nel 1871 fu costruito il Mercato Monumentale nelle
vicinanze delle Terme romane. Il Mercato, opera dell'ing.
Francesco Fianchino, ha eleganti loggiati interni ed
esterni e vi si può accedere da Piazza Delle Erbe a mezzo
di una scalinata monumentale.
fonte: Comune di
Comiso |